domenica 18 ottobre 2009

La società antica: servi e signori

Durante il lungo periodo che va dal neolitico alla rivoluzione industriale domina la contrapposizione tra due figure giuridiche, che definiremo genericamnete"servo" e "signore". Il termine servo viene qui utilizzato in una accezione piuttosto ampia: servo è lo schiavo, il servo della gleba o il piccolo contadino semilibero.
Tutte queste figure si definiscono esclusivamente nel loro rapporto con il signore: non esiste servo senza il suo signore e viceversa. Lo schiavo è oggetto di dominio assoluto del signore, che ha su di lui diritto di vita o di morte. Questa figura è tipica delle società antiche (greca e romana) e dell'età moderna (pensiamo alla deportazione degli schiavi africani nelle colonie americane)
Il servo della gleba è invece considerato persona; il signore non ha su di lui diritto di vita o di morte, anche se la sua esistenza è indissolubilmente legata alla terra che lavora, nel senso che il signore può venderlo a un altro insieme alla terra. Il servo della gleba è una figura tipicamente medievale, anche se possiamo dire che, in forme più sfumate, perdura nella vecchia Europa fino alla rivoluzione francese e in Russia addirittura fino al 1860. Il contadino semilibero, a differenza del servo della gleba, possiede, oltre ai beni mobili, anche beni immobili (un piccolo appezzamento di terra, la dimora) anche se è gravato da obblighi nei confronti del signore (le decime ad es. nei confronti del signore ecclesiastico). Il contadino semilibero è una figura senza tempo che esiste da sempre e che si ritrova ancora oggi in molte società del mondo contemporaneo.
Veniamo al signore: la sua caratteristica fondamentale è il possedere. La terra e i servi contadini sono l'oggetto di questo possedere. Le famiglie più ricche arrivavano a controllare intere regioni, centinaia di chilometri quadrati. Inoltre gli è estraneo il concetto di lavoro inteso come attività finalizzata alla produzione di beni di consumo. La sua occupazione principale è la guerra, che egli combatte solitamente coalizzandosi con altri suoi pari contro altri signori. Pensiamo agli eroi greci descritti nell'Iliade di Omero o ai paladini di Carlo Magno o alle guerre dinastiche (di successione) del XXVIII secolo. La caccia e i tornei, che altro non sono se non simulazioni della guerra, sono le altre attività principale del signore.
Sulla base di quanto finora descritto possiamo definire il rapporto servo-padrone come un rapporto personale tra un soggetto indipendente, possessore di enormi estensioni territoriali, dotato di potenti mezzi miltari e un soggetto possessore della sola capacità di compiere prestazioni lavorative, assolutamente dipendente dal primo e dunque bisognoso di protezione.
Il controllo del signore è garantito dall'impossibilità da parte del servo di avere contatti con tutto ciò che si trova fuori della struttura nella quale è inserito (il complesso di edifici e di terreni di proprietà del signore stesso).
Il rapporto, tutto sbilanciato dalla parte del primo, si caratterizza innanzitutto come dominio inteso come esercizio della proprietà sulle terre e sui servi appunto.
Oltre a quello del dominio, altri due aspetti mi sembrano di grande importanza. Il primo attiene alla sfera economica del rapporto , nel quale il signore e il suo clan si caratterizzano come gli esclusivi consumatori di ciò che il servo produce. L'oggetto di tale produzione, sia esso il prodotto della terra o il manufatto, ha un'unica direzione: quella che va dal servo al signore.
L'altro aspetto che va sottolineato è quello della personalità del rapporto tra i due soggetti. Il servo risponde direttamente e ed esclusivamente al signore senza intermediazioni di alcun tipo, senza "terze parti". L'immediatezza di tale rapporto evidenzia anche l'assoluta discontinuità tra servo e padrone: diversità biologica "di sangue".
Lo schema servo-signore vale, seppure con i necessari distinguo legati all'emergere delle prime forme di borghesia, anche per l'età moderna (vedi il post precedente sulla necessità di una maggiore semplificazione nella periodizzazione). Tutte le società del mondo preindustriale (dunque anche le società del mondo moderno) sono essenzialmente doninate da rapporti consuetudinari legati alla tradizione dell'antico dominio signorile.
Vedremo successivamente come con la rivoluzione industriale l'emergere prepotente di una nuova figura chiave, quella del borghese, si inserirà nel vecchio rapporto servo-signore, ne stravolgerà l'aspetto economico e introdurrà nuove forme di dominio, impersonali e indirette.

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